Controllo dei dipendenti: quando è consentito dalla legge.
Assenteismo, abuso di permessi, concorrenza sleale o comportamenti non conformi possono generare un danno concreto per l’azienda.
In questi casi, un’attività investigativa consente di verificare i fatti e tutelare l’impresa.
Questa pagina ha l’obiettivo di chiarire quando il controllo è possibile, quando non lo è e come deve essere svolto correttamente.
Quando il controllo dei dipendenti è ammesso
Il controllo di un dipendente è consentito solo in presenza di un sospetto fondato e per finalità specifiche, non come attività preventiva o generalizzata.
Tra i casi più ricorrenti rientrano:
- Assenteismo ingiustificato o abuso di malattia
- Utilizzo improprio dei permessi (es. legge 104)
- Svolgimento di altra attività lavorativa non dichiarata
- Attività in concorrenza o violazione del patto di non concorrenza
- Comportamenti non conformi agli obblighi contrattuali
- Utilizzo improprio del tempo lavorativo
Quando il controllo NON è consentito
Non sono ammessi controlli indiscriminati, sorveglianza continua, controllo diretto dell’attività lavorativa o violazioni della privacy.
Che tipo di prove sono utilizzabili
Le prove devono essere oggettive, documentate e raccolte nel rispetto della legge.
Perché è necessario un investigatore autorizzato
Il controllo può essere svolto solo da investigatori autorizzati con licenza prefettizia.
Come funziona un accertamento
- Valutazione preliminare
- Analisi obiettivi
- Pianificazione
- Accertamenti
- Documentazione finale
Un confronto preliminare può fare la differenza.
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