La realtà imprenditoriale moderna è in continua evoluzione e non è raro assistere alla nascita di attività che cercano di ritagliarsi una propria strada. Nel caso in cui dei soci in affari si separino e uno di loro decida di mettersi in proprio con una attività commerciale nello stesso ambito di mercato, potrebbe delinearsi una situazione di concorrenza sleale.

Non è infatti raro che un ex socio o un ex collaboratore costituisca una nuova realtà imprenditoriale sfruttando informazioni riservate e registro clienti della precedente situazione lavorativa.

Atti del genere costituiscono un illecito di concorrenza sleale in quanto è un innegabile vantaggio avviare una nuova attività “risparmiando” sui costi di avviamento. Per questo motivo in situazione del genere si è soliti siglare un patto di non concorrenza ma, non è detto che questo venga rispettato.

Le investigazioni aziendali per Concorrenza Sleale dell’Ex Socio: tutela e risarcimento del danno

Se un ex socio avvia la sua nuova attività facendo affidamento sul registro clienti, o su competenze e informazioni della precedente attività, è configurabile una condotta di concorrenza sleale. Per tutelarsi e ottenere un risarcimento del danno, è necessario essere in possesso di prove documentali che possano avere valore legale davanti a un giudice. Rivolgersi a degli esperti di investigazione aziendale assicura la professionalità necessaria a svolgere la ricerca di eventuali prove, da presentare in tribunale per chiedere la cessazione della condotta sleale e il relativo risarcimento.  

È sufficiente dimostrare un danno potenziale per ottenere una tutela

Quando si delinea un comportamento da concorrenza sleale, è possibile che questo provochi direttamente un danno all’imprenditore (come nel caso della sottrazione di clienti), ma è anche possibile che il danno non si sia ancora verificato. Su questo punto la Corte di Cassazione (Cassazione civile, sez. I, sentenza 22/05/2015 n° 10643) ha precisato che per ottenere una tutela da una situazione di concorrenza sleale è necessario che una condotta sia idonea a provocare anche un potenziale danno (è possibile quindi chiedere una tutela giudiziale per evitare un danno non ancora realizzato).

Le tante facce della Concorrenza Sleale di un Ex Socio

La concorrenza sleale dell’ex socio può assumere diverse forme, dalle pratiche commerciali scorrette allo sfruttamento di segreti aziendali e, in linea generale, comprende tutti quei casi che facciano venir meno la correttezza commerciale e professionale, nonchè tutte quelle azioni che possono far ottenere un indebito vantaggio grazie alla precedente attività imprenditoriale. Alcune delle ipotesi più comuni sono lo storno di clienti e la violazione del patto di non concorrenza.

Il Patto di Non Concorrenza: uno strumento valido

Nel caso vi sia un patto di non concorrenza tra due o più soggetti, dimostrando con prove legali che una parte è venuta meno a quanto stabilito, è possibile tutelare i propri interessi da concorrenza sleale dell’ex socio a seguito di inadempimento contrattuale.

Le investigazioni private per la violazione del patto di non concorrenza mirano a dimostrare l’inadempienza dell’accordo stipulato e sottoscritto tra l’azienda e il socio o dipendente. Vengono svolte al fine di tutelarsi dalle iniziative sleali e per ottenere in sede giudiziale un risarcimento.

Per questo motivo prevedere una clausola di non concorrenza è un modo per tutelare i propri affari a priori. Essa però:

  • Deve avere forma scritta
  • Deve contenere una maggiorazione della retribuzione (nel caso di prestatore di lavoro)
  • Deve avere determinati vincoli di oggetto, tempo e luogo
  • Non può vincolare il soggetto per più di 5 anni se è un dirigente (o ex socio) e per più di 3 anni negli altri casi

Lo Storno di Clienti da parte dell’Ex Socio

Quando un soggetto decide di iniziare un’attività imprenditoriale nuova, uno dei primi scogli da superare è riuscire a costruire una lista clienti. Si investono quindi risorse per iniziare a fare impresa ed entrare nel mercato.

Avviare una propria attività facendo affidamento su una base già costituita di clienti è un indubbio vantaggio concorrenziale. Per questa ragione, lo sviamento della vecchia clientela verso la nuova realtà commerciale è una delle ipotesi più frequenti di concorrenza sleale da parte di un ex socio. Per delineare una condotta illecita è necessario tuttavia che la sottrazione di clienti avvenga in maniera sistematica.

Se sospetti che il tuo ex socio stia mettendo in difficoltà la tua azienda tramite pratiche di concorrenza sleale, non aspettare oltre a tutelarti.